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6.12.11

Farinetti: mettiamo le teste migliori sul turismo

MILANO "Dovevamo aspettarcelo". Oscar Farinetti, patron di Eataly, la grande vetrina del Made in Italy alimentare di qualità con negozi in tutto il mondo, affronta la crisi con filosofia. "L'Italia è come una famiglia che per vent'anni ha speso troppo, vivendo al di sopra dei suoi mezzi, e adesso deve tirare la cinghia, ma non durerà in eterno".
Lo shopping natalizio non sarà facile in queste condizioni... "Certamente no, ma dovremo metterci il cuore in pace. La gente è spaventata dalla crisi e compra di meno, di conseguenza noi commercianti andremo a guadagnare di meno degli altri anni. Anche noi stiamo incassando il 10 per cento in meno rispetto alle previsioni. Proprio per questo bisogna ricorrere alla creatività e farsi venire delle idee".
Ad esempio?
"Abbiamo raccolto la sfida del governo e facciamo anche noi la nostra manovra, ad esempio".
In che cosa consiste?
"I pensionati che vengono a fare shopping da noi hanno diritto a sconti speciali su determinati prodotti. Nei nostri negozi c'è una focalizzazione speciale sui primi prezzi dei prodotti di alta qualità, in modo da creare un paniere più economico senza scadere di livello".
E come riuscite a far quadrare i conti?
"Accorciando la filiera e facendo grossi numeri, si riesce. Chi ha più giro d'affari può anche permettersi dei margini più limitati, che i piccoli non riescono a reggere. L'unione fa la forza..."
Conta anche il marketing...
"Non più. E' inutile inventarsi argomenti percepiti dal pubblico come aria fritta. Le furbate non tirano più. Riesce a vendere bene chi racconta la verità e vende prodotti genuini".
E in prospettiva, come la vede?
"Spero che dopo la fase A, quella dei risparmi, si passi alla fase B, quella del rilancio, con un buon piano per lo sviluppo".
Lei su cosa punterebbe?
"Sul turismo e sul commercio estero. E' importante rilanciare i consumi interni, ma quello di cui abbiamo bisogno è incrementare il flusso dei soldi che vengono da fuori".
E quindi?
"Bisogna mettere le migliori teste che abbiamo nello sviluppo del turismo e del commercio estero. Sono comparti che potrebbero facilmente raddoppiare se venissero sostenuti nel modo giusto. Ci vuole dinamismo, decisioni rapide. Vengo da un colloquio con i responsabili del mercato del Covent Garden a Londra, che mi stanno facendo ponti d'oro per collocare lì un negozio Eataly, perché sanno che così attirano i turisti. Londra attira 30 milioni di turisti all'anno, cinque volte più di Roma. Perché?"

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