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3 novembre 2010

Navigando nel verde, si va più lontano

Finita l'era degli eccessi, la nautica punta sul verde, ispirandosi al mondo dell'automotive. Le barche con autonomie elevate e consumi ridotti, costruite con attenzione e rispetto per l'ambiente, sono quelle che tirano di più sul mercato globale e i marchi italiani non vogliono farsi sfuggire l'occasione. Basti pensare al confronto fra il Long Range 23, ultimo yacht verde Ferretti, e l'equivalente americano Nordhavn 75, testati dalla prestigiosa rivista "Power & Motoryacht", in cui si evidenzia un consumo doppio di gasolio per la barca americana, alla stessa velocità.

"Per ora non vedo la possibilità di un'imbarcazione di questo tipo full electric", commenta Andrea Frabetti, vice presidente e capo della produzione di Ferretti. "Ma grazie al passaggio dalle batterie al litio-ferrite a quelle al litio-polimeri riusciamo a stoccare nello stesso pacco il 40% in più di energia e questa evoluzione è destinata a continuare, riducendo sempre di più il peso delle batterie rispetto alle capacità di stoccaggio". La densità di stoccaggio delle batterie è il problema fondamentale, oggi, per qualsiasi motore elettrico, soprattutto se si vuole estendere questo sistema di propulsione a modelli un po' più piccoli, che sono i più diffusi. Non bisogna dimenticare, infatti, che un pacco di batterie da 140 kilowatt, come quello del Long Range 23, pesa due tonnellate e mezzo.

Fra i piccoli motoscafi, il sogno dei diportisti con il pallino dell'ambiente si chiama 25 Super Indios ed è una barca di 7.3 metri costruita dalla Giacomo Colombo, brand dei cantieri bergamaschi di Sarnico, insieme all'austriaca Ortner Boote. Dalla collaborazione italo-austriaca sono nati dei motoscafi a propulsione elettrica adatti a navigare nei laghi mitteleuropei, dov'è richiesto uno stretto controllo delle emissioni. La grande differenza rispetto agli altri modelli nati in questi anni sta nella potenza del motore, ben 95 cavalli, che permette di raggiungere una velocità di 20 nodi, molto inusuale per una propulsione elettrica. In meno di sei ore si può fare il pieno di energia utilizzando un doppio circuito di carica, che consente di collegarsi a due prese in banchina. Una volta cariche, le batterie agli ioni di litio offrono quattro ore di autonomia navigando a 10-12 nodi. E' la prima barca elettrica già in produzione che consenta un'andatura sportiva a emissioni zero.

Per chi punta invece sulle grandi dimensioni e può permettersi un giocattolo innovativo, Arcadia Yachts ha prodotto una barca da 85 piedi (26 metri) con una sovrastruttura completamente in vetrocamera che monta 4 kilowatt di pannelli fotovoltaici annegati direttamente nel vetro, firmati Schüco. E' la prima volta che questo sistema viene applicato alla nautica. Se l'imponente distesa di silicio non produce abbastanza energia da aiutare la propulsione, consente almeno di starsene all'ancora senza azionare i generatori. La barca è prodotta da un nuovo cantiere di Torre Annunziata anche nella versione da 115 piedi ed è assemblata con una tecnica che riduce al massimo i materiali di scarto.


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