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12 marzo 2010

Jared Blumenfeld: com'è verde la mia San Francisco

"Se potessimo ridurre l'impronta ambientale delle città, sarebbe un enorme passo avanti per il pianeta intero". Jared Blumenfeld, per otto anni zar dell'ambiente a San Francisco, sa di che cosa parla. Sotto la sua direzione, il dipartimento Ambiente del Comune è diventato un punto di riferimento centrale nella vita politica cittadina. Ma la sua missione parte da molto più lontano: prima di entrare nella pubblica amministrazione, Jared ha combattutto contro le baleniere giapponesi e norvegesi per l'International Fund for Animal Welfare e per EarthJustice, mettendo la sua specializzazione in giurisprudenza ambientale al servizio della battaglia animalista. All'inizio del 2010, Jared è stato chiamato a dirigere la regione Pacific South West del ministero dell'Ambiente Usa, che comprende California, Arizona, Hawaii, Nevada e le isole del Pacifico. Negli ultimi due anni ha percorso in bicicletta tutti i 220 parchi pubblici di San Francisco e come viaggio d'addio si è arrampicato in bici fino a Camp Mather, il rifugio gestito dalla città sulla Sierra Nevada: 160 miglia coperte in due giorni.
Otto anni alla guida del dipartimento Ambiente di San Francisco: qual'è stato il successo più importante?
"Aver spostato l'ambiente al centro del dibattito cittadino. All'inizio del mio mandato, quando parlavo di protezione ambientale la gente pensava a Yosemite o a Yellowstone. Adesso pensano a San Francisco: è questo l'ambiente che devono proteggere. Naturalmente ci sono stati successi simbolici, come aver bandito i sacchetti di plastica e il polistirolo dalla città. Ma il successo più grande è stato mobilitare l'impegno dei cittadini. Quando ho cominciato, il 46% dei rifiuti veniva riciclato, ora siamo al 70%. Questo dimostra alla gente che con l'impegno si possono raggiungere obiettivi importanti, senza danneggiare la qualità della nostra vita, anzi, migliorandola".
E qual'è stata la sfida più difficile?
"Colpire l'attenzione della gente. Siamo bombardati da così tanti messaggi e il ritmo è talmente accelerato che diventa difficile spiegare le misure di largo respiro. Bisogna competere con tanti altri messaggi e riuscire più interessanti di loro. Per questo abbiamo avviato un programma molto importante con Cisco, che ha scelto San Francisco, Amsterdam e Seul per applicare le tecnologie informatiche alla difesa dell'ambiente, soprattutto in relazione ai gas serra. L'obiettivo è ottenere informazioni in tempo reale sull'impronta energetica, sul traffico, sullo smaltimento rifiuti di ogni quartiere e metterle online, in modo che tutti i cittadini le possano vedere. Così potranno confrontare i vari quartieri e vedere qual'è più verde, e anche San Francisco con Amsterdam o con Seul. In questo modo, avranno un feedback immediato sulle iniziative che prendono. Capiranno che le azioni individuali contano e influenzano quelle degli altri, vicini e lontani".
San Francisco si considera un esempio a livello globale?
"La realtà è che le città si assomigliano tutte e pongono sempre gli stessi problemi: producono l'80% dei gas serra globali e attirano un'enorme massa di prodotti da molto lontano. Hanno un'impronta ambientale del tutto sproporzionata rispetto alle loro dimensioni. San Francisco ha alcuni vantaggi che altre città non hanno: siamo circondati dall'oceano su tre lati e anche il quarto è chiaramente definito, quindi non rischiamo un'espansione disordinata. Siamo una città ricca, abitata da gente molto consapevole dal punto di vista ambientale. Siamo guidati da politici progressisti. Abbiamo un mondo d'innovazione tutto attorno a noi, da Silicon Valley a Stanford a Berkeley. Abbiamo più premi Nobel nella Bay Area che in qualunque altro posto del mondo. E ne vogliamo altri. Vogliamo che la gente venga volentieri a vivere qui e ci viva bene. Se non riusciamo noi a trovare le soluzioni migliori a questi problemi, chi altro ci può riuscire? Ma ci sono altre città in pole position in questo sforzo: Portland, Seattle, Vancouver, e poi Stoccolma, Copenhagen o Curitiba in Brasile. Certo, è vero che San Francisco rientra probabilmente fra le prime dieci".
Quali sono gli obiettivi ancora da raggiungere?
"Puntiamo a eliminare completamente ogni tipo di rifiuto da discarica entro il 2020, a ridurre le nostre emissioni di gas serra sotto il livello del 1990, a bandire ogni sorta di veleni chimici dai nostri parchi. Tutti gli acquisti alimentari fatti nelle strutture pubbliche del Comune, dalle scuole agli ospedali, devono certificare la provenienza del cibo, con l'obiettivo di ampliare il più possibile gli acquisti locali. E tutti i nuovi edifici sono obbligati ad applicare altissimi standard ambientali, con l'obiettivo di arrivare a un obbligo di certificazione Leed Gold, la più ambiziosa, al 2012".
Un'ultima domanda: con che mezzo ti sposti in città?
"Con la bici".

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