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31 ottobre 2011

Boeri: riforme a costo zero, a partire dal lavoro

Le proposte del governo sul mercato del lavoro? "Sembrano più che altro un manifesto elettorale, per essere utili andrebbero dettagliate", commenta Tito Boeri, economista della Bocconi e fondatore di LaVoce.info, oltre che autore insieme a Pietro Garibaldi di un libro sulle "Riforme a costo zero", che esce il 3 novembre per Chiarelettere e lancia alcune idee proprio sul mercato del lavoro.

In particolare nella lettera del governo all'Ue si parla di "nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato". Che ne pensa?
"Così com'è adesso, più che una riforma mi sembrano delle pure e semplici minacce agli elettori tipicamente di sinistra, che sono prevalentemente dipendenti pubblici. Così non si contribuisce a risolvere il problema più grave del mercato del lavoro intaliano, quello dell'ingresso dei giovani. In un momento di crisi come questo sarebbe fondamentale intervenire sulle regole d'ingresso al mercato del lavoro, superando l'attuale dualismo: potrebbe servire anche per rilanciare i consumi e per riequilibrare i rapporti fra vecchi e giovani, vittime questi ultimi di un'ingiustizia sociale che rischia di diventare una bomba a orologeria".
Nella lettera si parla anche di contratti di apprendistato per contrastare le forme improprie di lavoro dei giovani...
"L'apprendistato è utile solo all'interno di una riforma delle regole di assunzione, altrimenti diventa un'altra mangiatoia per ex sindacalisti, che serve solo a dare lavoro ai formatori, ma non ad aumentare le chance di trovare lavoro".
Quindi lei cosa suggerisce?
"Il contratto unico a tutele progressive, di cui c'è già un disegno di legge in Parlamento, è stato pensato apposta per cercare di superare l'attuale dualismo del mercato del lavoro, diviso fra iper-garantiti e iper-precari, che danneggia gravemente la produttività del sistema Italia e crea una fortissima sperequazione fra lavoratori giovani e anziani".
Come funziona?
"La nostra proposta vorrebbe istituire un contratto unico, a tempo indeterminato da subito, ma diluendo le garanzie nell'ambito di tre anni di tempo, in modo tale da togliere ai datori di lavoro l'impressione che un'assunzione a tempo indeterminato sia subito vincolante, cosa che li induce a non assumere nessuno in pianta stabile. D'altra parte, introdurre un minimo di stabilità consentirebbe ai lavoratori di avere maggiori prospettive e ai datori di lavoro di investire in formazione dei dipendenti, a tutto vantaggio della produttività".
Nella lettera del governo si parla anche di rapporti di lavoro a tempo parziale e di crediti d'imposta....
"Ma certo, ci vogliono i contratti a tempo parziale e gli sgravi fiscali condizionati all'impiego, per incentivare l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Queste sono regole che già si applicano in molti Paesi d'Europa, basta guardare da loro come si fa e applicarle anche da noi. Ma non si possono risolvere questi problemi, di cui si dibatte da anni, con quattro idee buttate lì in maniera più o meno casuale. Bisogna circostanziarle, evitando gli annunci a effetto, perché il diavolo sta sempre nei dettagli".

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