17 novembre 2013
L'oro nero diventa rosso
11 novembre 2013
Il sole batte il vento per la prima volta
31 luglio 2013
Bisin: senza il credito perderemo la ripresa
8 febbraio 2013
Galli, l'eccesso di rigore non va bene
Quindi smettiamola con il
rigore?"L’eccesso di rigore non va bene, ma sono preoccupato dalle promesse che stanno facendo gli esponenti della destra e del centro, che alimentano false illusioni. Non possiamo assolutamente permetterci di staccarci dall'Europa e quindi si tratta di mantenere ottimi rapporti con i partner dell'Unione, cercando di far condividere la linea del Fondo Monetario e dell'Ocse".
In pratica?
"Se nel 2012 abbiamo raggiunto un rapporto deficit-Pil del 3%, nel 2013 dovremo mantenerci al di sotto di questo livello, per rendere credibile l’obiettivo del pareggio al netto degli effetti del ciclo economico, così come concordato a livello europeo. Se diamo l'impressione di non attenerci al patto, saranno i mercati a farci tornare sui nostri passi, com'è già successo altre volte. E questo sarebbe il peggiore dei mondi possibili".
Ma anche il Pd sta facendo qualche promessa. Come sostenerle?
"Ci sono certamente degli interventi da fare, come rimodulare l'Imu per tutelare le famiglie in difficoltà e ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, ma vanno fatti compatibilmente con gli obiettivi di bilancio”.
"E’ fondamentale la semplificazione della burocrazia. Non è possibile che ci vogliano anni per avere un’autorizzazione. Non ci sono altri Paesi sviluppati con tempi e procedure così farraginosi come da noi, tanto è vero che siamo in fondo a tutte le classifiche sulla competitività, come quella della Banca Mondiale. Occorre una spending review che sia un robusto piano di ristrutturazione industriale, come si fa in un’azienda”.
E sul dualismo del mercato del lavoro fra protetti e non protetti? Come si concilia la sua visione con quella di Stefano Fassina?
"La riforma Fornero era fra gli impegni presi con l’Europa. Si possono fare dei ritocchi, ma non si può tornare indietro. Non mi pare che Fassina la pensi diversamente".
8 gennaio 2013
Sinai, la crisi del debito si risolve con la crescita
2 gennaio 2013
Bisin, l'Italia rischia di perdere la faccia
23 dicembre 2012
Gli scozzesi corrono con il vento
"Le cooperative cresciute attorno
ai parchi eolici della zona raccolgono oltre 2.500 famiglie, che
hanno investito di tasca propria in totale 5 milioni di sterline",
spiega Graham Strachan, presidente della prima cooperativa e anima
dell'iniziativa, che ha coinvolto finora 5 diversi parchi eolici
realizzati dall'italiana Falck Renewables. "Il ritorno
sull'investimento è molto interessante, supera il 10%", precisa
Strachan. E di questi tempi, non è facile trovare un investimento
sicuro con rendimenti di questa portata. "C'è chi investe pochi
soldi a nome dei suoi nipotini e chi ci mette tutta la liquidità che
possiede per costruirsi una pensione", racconta Strachan. Le
cooperative danno la possibilità ai singoli individui di acquistare
una quota dei parchi eolici a partire da 250 sterline, poco più di
300 euro, e non oltre le 20mila. La prima cooperativa è stata quella
di Boyndie, nell'Aberdeenshire. Sono seguiti i parchi di Kilbraur nel
Sutherland, Ben Aketil sull'isola di Skye e Millennium vicino a
Inverness. "Oltre 1 milione di sterline è arrivato finora alle
comunità coinvolte e in complesso è prevedibile che riceveranno
almeno 11 milioni di sterline nel corso della vita di questi
impianti, cioè altri vent'anni", precisa Strachan.2 dicembre 2012
Parigi chiama Berlino: nasce l'Airbus delle rinnovabili?
22 novembre 2012
Le utilities hanno il mal di rating: è il nuovo che avanza
14 maggio 2012
Architettura biomimetica per risparmiare risorse
Tra gli architetti che si occupano dei temi del design per la sostenibilità ambientale prevale la consapevolezza condivisa che per trasformare in modo realmente sostenibile il nostro modello di sviluppo sia diventato sempre più importante conoscere i sistemi naturali e apprendere le loro strategie evolutive, imparando dalla natura a operare, progettare e produrre senza spreco, senza rifiuti e emissioni, trasformando anzi i rifiuti in nuove risorse in un sistema a cascata estremamente efficiente. Di qui l'attenzione verso le strategie virtuose per la sopravvivenza e l'evoluzione dei sistemi biologici, che spesso si possono applicare anche allo sviluppo di soluzioni progettuali e tecnologiche innovative e sostenibili. Quest'attenzione non è una novità: già le case di Frank Lloyd Wright s'inserivano nella natura come pietre appoggiate nel deserto, con sistemi di costruzione, d'illuminazione e di ventilazione il più possibile naturali. La bioarchitettura, che si occupa della progettazione di edifici costruiti solamente con materiali edili non nocivi e tecnologie costruttive non dannose per la salute e per l'ambiente, facendo ricorso a materiali naturali o riciclabili, è ormai un metodo consolidato. Le case passive, che assicurano il benessere termico senza utilizzare impianti di riscaldamento convenzionali, sfruttando la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre per compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda, stanno diventando case attive, che producono più energia di quella che consumano con vari sistemi di generazione elettrica da fonti rinnovabili. Ma ora, partendo da tutte queste conoscenze, con i nuovi materiali a disposizione, l'architettura comincia a fare un passo ancora più in là.
11 maggio 2012
Celle double-face e vetri solari: il fotovoltaico si fa in quattro
Per restare a galla in questo mercato in tumultuosa evoluzione, va da sé che la creatività nell'innovazione è di cruciale importanza. Chi riuscirà a industrializzare ora le killer application di domani, è destinato a dominare la scena per molti anni a venire. Lo sforzo della ricerca si concentra in particolare sull'ulteriore miglioramento del rapporto fra efficienza e costo del modulo fotovoltaico. Il basso valore di questo rapporto rispetto ad altre fonti energetiche si traduce in un alto costo per kilowattora prodotto, almeno nel periodo di ammortamento dell'impianto, e costituisce il limite più forte all'affermazione su grande scala di questa tecnologia. Quindi la ricerca si indirizza verso la scoperta di materiali semiconduttori e tecniche di realizzazione che coniughino il basso costo con un'alta efficienza di conversione.
9 maggio 2012
La torre ecologica di Renzo Piano svetta sull'Europa
The Shard svetta sullo skyline di Londra con i suoi 310 metri d'altezza, come una gigantesca scheggia di vetro. L'ultima fatica di Renzo Piano è ormai completa e si avvicina a grandi passi all'inaugurazione, il 5 luglio, appena in tempo per assistere ai giochi olimpici, dal suo punto di vista privilegiato. Questa piramide scintillante che s'innalza dalla riva Sud del Tamigi a sovrastare tutta l'Europa, superando l'attuale primato della Commerzbank Turm di Francoforte, rappresenta il simbolo di un modo di costruire che unisce l'innovazione tecnologica più estrema alla sostenibilità ambientale. Richard Mawer, uomo chiave del team di Piano per la progettazione strutturale, è convinto che sia questo il futuro delle città: solo l'altezza unita all'attenzione per l'efficienza energetica e a uno sviluppo urbano basato sui trasporti pubblici può rispondere alla domanda crescente di spazio abitativo senza sprecare le risorse limitate che abbiamo a disposizione.
Partiamo dallo sviluppo urbano. Spesso le torri così alte diventano "simboli arroganti e aggressivi del potere, egocentrici ed ermetici", come ha detto lo stesso Renzo Piano presentando il progetto. Non finirà così anche questa?
"No. The Shard s'inserisce in maniera organica dentro Southwark, il nuovo quartiere di Londra che si sta ridisegnando attorno alla London Bridge Station, uno dei cinque maggiori snodi infrastrutturali della città. Southwark era considerato fino a pochi anni fa solo un'immediata periferia industriale dismessa e ora è uno dei posti più gettonati della città, con la Tate Modern di Herzog & De Meuron, il Neo Bankside di Richard Rogers, il Bourough Market, il More London di Foster e il Riverside Walkway, che conduce fino al Design Museum di Joseph Conran. La nuova torre è stata progettata proprio per incrementare la densità di quest'area in pieno sviluppo".
I frequentatori di questa piccola città verticale come ci arriveranno?
"La torre è servita da una linea di metropolitana, sei linee ferroviarie e quattordici linee d'autobus. Dovrebbero essere abbastanza per le settemila persone che ci lavoreranno e i 200mila utenti che graviteranno ogni giorno sui negozi, uffici, alberghi, teatri, bar, ristoranti, sul museo e la galleria panoramica. All'intera costruzione sono stati assegnati soltanto 50 posti auto".
E con tutto questo vetro, non si morirà di caldo come in una serra, facendo schizzare alle stelle i consumi energetici per la climatizzazione?
"Al contrario, la doppia pelle della facciata passiva è stata realizzata in vetro a basso contenuto di ferro, con una serie di accorgimenti che consentiranno di risparmiare il 35% dell'energia normalmente necessaria per riscaldamento e raffreddamento. Delle aperture operabili sulla facciata consentono la ventilazione naturale dei giardini d'inverno inseriti lungo tutto l'edificio".
8 maggio 2012
Un giacimento nascosto che non sappiamo sfruttare
6 maggio 2012
Sorpresa, l'Italia quest'anno rientra nei parametri di Kyoto
26 aprile 2012
I cinesi vogliono Vestas, campione malato del vento europeo
28 marzo 2012
L'Italia fa dietro front sul solare come tedeschi e spagnoli
18 marzo 2012
Gottardo in dirittura finale, ma in Val di Susa si combatte
12 marzo 2012
Il gas degli stoccaggi Eni? Meno di un terzo è estraibile
21 febbraio 2012
Berlino, Silicon Allee del Vecchio Continente
"Le buone idee hanno bisogno di un contesto ricco di nutrimento per realizzarsi: la Technische Universitaet sta facendo un lavoro fantastico per promuovere la creatività degli informatici e incoraggiare lo spirito imprenditoriale, così le start-up che s'insediano qui hanno facile accesso ai giovani talenti", spiega Niklas Zennstroem, il fondatore di Skype, che ha investito 3,1 milioni di euro nella start-up berlinese 6Wunderkinder con il suo fondo Atomico. "In più, la città dispone di incubatori e parchi tecnologici che aiutano i primi passi delle imprese, mentre gli affitti bassi danno più margine di manovra sul lungo periodo", fa notare Zennstroem. Gli spazi di co-working dilagano in città e il wi-fi libero è sempre più diffuso. Non solo incubatori pubblici, ma anche privati si stanno insediando qui, come Springstar di Klaus Hommels, uno dei finanziatori di Spotify. Hommels concorda con Zennstroem: "Berlino ha una buona probabilità di diventare la Silicon Valley d'Europa". I vantaggi sui costi, ad esempio rispetto a Londra, secondo lui sono determinanti. "Chi vuole aprire una start-up a Londra, deve pagare più del doppio, sia per il personale che per la logistica", fa notare Hommels. Ecco perché negli ultimi due anni si è insediata qui una comunità sempre più numerosa di nuove imprese digitali, non solo tedesche ma anche provenienti dal resto d'Europa.
14 febbraio 2012
Il solare alla resa dei conti del taglio dei sussidi
In Italia, il settore sta soffrendo anche per l'ennesima variazione normativa, contenuta nel decreto liberalizzazioni, che segna la fine degli incentivi per gli impianti a terra sui terreni agricoli, con una moratoria di 12 mesi per gli impianti inferiori a 1 megawatt, il cui iter autorizzativo sia partito prima dell'entrata in vigore del decreto. I rappresentanti dei produttori e installatori nazionali di pannelli sottolineano che "la mancanza di indirizzi chiari rischia di allontanare definitivamente gli investitori". Anche gli agricoltori di Confagricoltura hanno preso posizione contro l'inatteso stop, criticando apertamente il blocco agli impianti di piccole dimensioni e quello retroattivo per i grandi parchi sopra 1 megawatt, che erano fatti salvi dalla precedente normativa purché in funzione entro il marzo 2012.












