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2 dicembre 2008

Vienna: rifiuti trasformati in calore

Sotto le strade di Vienna corre un labirinto lungo quasi mille chilometri, fatto di tubature interrate fino a 15 metri di profondità. E' il sistema di teleriscaldamento più grande d'Europa e funziona più o meno come qualsiasi circuito interno a un edificio: l'acqua che parte calda dai produttori si raffredda nelle case degli utenti e torna ai produttori per essere nuovamente riscaldata. In questo modo nella fredda Vienna si scaldano 200mila nuclei familiari e cinquemila clienti istituzionali (scuole, ospedali, ministeri…). Fatti i conti, circa metà della popolazione, in una città di 1.600.000 abitanti, risolve così il problema del riscaldamento. "Un quarto del calore che circola in questo sistema - spiega Philipp Krobath, l'ingegnere responsabile del termovalorizzatore di Spittelau - è generato con l'incenerimento delle immondizie". Spittelau macina 250mila tonnellate di rifiuti all'anno. Si tratta naturalmente di "Restmuell", cioè delle immondizie che restano dopo la raccolta differenziata di vetro, metallo, carta e compost (rifiuti organici adatti a essere trasformati in terriccio), destinati invece al riciclaggio. Bruciando questi rifiuti a 800 gradi, come richiesto dalla legge, le due linee dell'inceneritore producono ciascuna 90 tonnellate di vapore all'ora, che vengono condensate e trasferite alla rete del teleriscaldamento. "L'efficienza dell'impianto - fa notare Krobath - è molto alta, supera l'80%, ma naturalmente ci sono periodi dell'anno in cui tutto questo calore non serve. Perciò stiamo studiando la possibilità di produrre freddo invece di caldo, trasformando così il teleriscaldamento in un impianto di climatizzazione durante l'estate. Dal punto di vista tecnico non ci sono problemi, abbiamo già avviato alcune sperimentazioni con successo. Staremo a vedere". L'impianto di Spittelau e il labirinto di tubature sotterranee sono nati insieme: nel '69 il Comune di Vienna ha varato il piano complessivo di smaltimento dei rifiuti, da utilizzare come fonte per il teleriscaldamento. Il sistema ha cominciato a funzionare nel '71 solo per i grandi clienti istituzionali, allargandosi poi via via a tutti i cittadini interessati. "Ancora oggi - precisa Krobath - si continuano a interrare nuovi tubi per servire la città in maniera sempre più capillare". Nel frattempo si è aggiunto un secondo impianto di termovalorizzazione e un terzo sta per essere costruito. Ma Spittelau è il più centrale, a un tiro di schioppo dal Ring e dal "salotto buono" della capitale. "L'impianto di Spittelau - commenta Krobath - è sorto così in centro perché inizialmente si voleva utilizzarlo soprattutto per riscaldare il nuovo ospedale generale, che sta qui accanto. Poi il progetto è stato gradatamente ampliato, fino all'estensione attuale". Non è mancata qualche resistenza da parte della popolazione locale a costruire un inceneritore in una zona così abitata. "Ma i progressi della tecnologia fanno sì che le nostre emissioni nocive siano ormai talmente ridotte, da risultare inferiori a quelle del tubo di scappamento di un camion", puntualizza Krobath. Lo testimonia un grande display che riporta in tempo reale, ad uso e consumo dei passanti, tutti i valori dei gas inquinanti esalati in quel momento dal camino del termovalorizzatore, mettendoli a confronto con i valori consentiti dalla restrittiva legge austriaca (in genere il rapporto è di uno a cento).In più, la multiutility viennese Wiener Stadtwerke, proprietaria dell'impianto, si è sempre sforzata di mantenere vivo il dialogo con la popolazione. Nell'86, sotto il sindaco Helmut Zilk, figura leggendaria della politica austriaca, il termovalorizzatore è stato profondamente rinnovato dal punto di vista tecnologico e ristrutturato dall'architetto Friedensreich Hundertwasser, famoso per i suoi edifici in rigorosa sintonia con l'ambiente, che sembrano usciti da una fiaba di elfi e folletti. "Anche l'occhio vuole la sua parte", si entusiasma Krobath in uno slancio di riconciliazione universale. Così Spittelau non è più una brutta ciminiera puzzolente da cui difendersi e tenersi alla larga, ma attira fra le sue cupole d'oro visitatori dalla città e da tutto il mondo, offre ai bambini le strutture del suo piccolo parco giochi e funge ormai da piacevole luogo d'incontro di quartiere.

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