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1. Aerosol di zolfo nella stratosfera. L'obiettivo è creare uno schermo riflettente per far passare meno radiazioni solari, come succede con le eruzioni vulcaniche di vaste dimensioni, in modo da raffreddare la Terra quel tanto necessario a controbilanciare il riscaldamento creato dall'effetto serra. Un risultato analogo si otterrebbe con schermi riflettenti messi in orbita attorno alla Terra.
2. Produzione di nuvole. Con un sistema meccanico: spruzzando acqua di mare arricchita si confezionano nuvole con un'albedo più potente, che riflettono la luce del sole. Con un sistema biologico: si aggiunge solfuro dimetile, che ha funzione aggregante nei confronti delle particelle di vapore e provoca la formazione di nubi.
3. Potenziamento dell'albedo terrestre. Ricoprire i deserti non sabbiosi, molto poco riflettenti, con un foglio di poliuretano bianco foderato di alluminio. Selezionare o ingegnerizzare piante più riflettenti e diffonderle nelle praterie o nei campi coltivati. Dipingere gli insediamenti umani con colori chiari.
4. Sequestro dell'anidride carbonica. Usando dei prodotti chimici che assorbono la CO2, si può estrarla dai fumi delle centrali o dall'aria e poi sequestrarla in depositi geologici. La separazione della CO2 è fattibile e già praticata in via sperimentale, ma il problema del sequestro non è ancora stato risolto.
5. Afforestazione e riforestazione. Il migliore deposito per la CO2 sono le piante: piantando alberi in maniera massiccia o almeno rimpiazzando le foreste danneggiate, si aumenta la quantità di anideride carbonica assorbita naturalmente dal mondo vegetale. Queste sono tecniche già praticate e riconosciute dal protocollo di Kyoto.
6. Fertilizzazione degli oceani. Aggiungendo ferro, azoto o fosforo là dove manca, si scatena la produzione di fitoplancton, che assorbe CO2 come le piante e poi la seppellisce sul fondo. Lo stesso risultato si ottiene aspirando in superficie, con una pompa, le acque profonde, molto più ricche di sostanze nutrienti.
7. Produzione di biochar. Carbonizzando gli scarti agricoli o qualsiasi altra biomassa in assenza di ossigeno, il carbonio contenuto nelle piante non si disperde nell'atmosfera come in una combustione normale, ma si fissa all'interno del biochar, che poi può essere distribuito sui campi come fertilizzante.
Venti ragioni per diffidare del geoengineering
Da uno studio del climatologo americano Alan Robock:
1. Danni ai climi regionali. Dall'eruzione dei vulcani sappiamo che l'immissione di particelle di zolfo nell'atmosfera può causare gravi siccità localizzate.
2. Danni all'ecosistema marino. L'acidificazione degli oceani distrugge le barriere coralline e il fenomeno si accentuerà assorbendo altra CO2.
3. Riduzione dell'ozono. Le particelle spruzzate nella stratosfera scatenano reazioni chimiche analoghe a quelle che sono all'origine del buco nell'ozono.
4. Danni al mondo vegetale. Meno raggi solari, meno fotosintesi clorofilliana: cosa succederebbe alle piante e alle coltivazioni ad uso alimentare?
5. Piogge acide. Spruzzando particelle di zolfo nell'atmosfera, aumenta l'acidità dell'aria mano a mano che questo materiale si depone, danneggiando l'ambiente.
6. Formazione di cirri. L'aerosol causa la formazione di cirri, che cambiano la riflettività in tutte e due le direzioni in modi che ancora non si capiscono.
7. Cieli bianchi, tramonti rossi. Come nell'Urlo di Edvard Munch, dipinto nel 1883, dopo l'eruzione del Krakatau in Indonesia. Ci mancheranno i cieli azzurri?
8. Meno sole per i pannelli. Dopo l'eruzione del Pinatubo nelle Filippine, le radiazioni solari sono calate del 35%, tagliando la produzione fotovoltaica.
9. Inquinamento dall'industria geoingegneristica. Le migliaia di aerei o di cannoni navali utilizzati per spruzzare aerosol avrebbero un enorme impatto ambientale.
10. Riscaldamento rapido se si blocca il sistema. Una crisi potrebbe interrompere un progetto geoingegneristico a metà, con il rapido annullamento dei suoi effetti.
11. Impossibile tornare indietro. Possiamo sparare particelle nell'atmosfera, ma non riprendercele se l'eruzione di molti vulcani causasse una glaciazione.
12. Errori umani. Da Chernobyl alla Exxon Valdez, sappiamo che l'uomo spesso sbaglia: possiamo giocarci il futuro della Terra affidandoci a sistemi così complessi?
13. Indebolimento della volontà di tagliare i gas serra. Se la gente scopre che la CO2 si può nascondere sotto il tappeto, smetterà d'impegnarsi nei tagli alle emissioni.
14. Costi. Gli schermi solari proposti da Roger Angel costerebbero "alcune migliaia di miliardi". Non converrebbe usarli per produrre energia pulita?
15. Controllo commerciale della tecnologia. Chi controllerebbe questi sistemi? I governi? O le aziende proprietarie dei brevetti sulle varie tecnologie?
16. Usi militari. Gli Stati Uniti allungarono la stagione dei monsoni in Vietnam per impantanare il nemico, chi ci garantisce che qualcuno non lo rifarebbe?
17. Conflitti con gli accordi in vigore. L'Environmental Modification Convention vieta l'uso di tecniche che potrebbero modificare il clima di una regione.
18. Controllo del termostato. Come faremo a mettere d'accordo i vari Paesi sul clima ideale? Se la Russia volesse un paio di gradi in più e l'India in meno?
19. Questioni di etica. Conoscendo gli effetti dei gas serra, abbiamo il diritto di continuare a emetterli? E come giudicare il diritto di controllare il clima?
20. Chi paga le conseguenze inaspettate? Gli scienziati non hanno certezze su tutte le complesse interazioni che modificano il clima. Se qualcosa va storto, chi paga?